TRAMVIA SI, TRAMVIA NO.
MA UNA VERA METROPOLITANA SOTTERRANEA A FIRENZE?
Sono titolare di un’attività commerciale in una via interessata dal passaggio della tramvia e sto subendo dei gravi danni economici. Quando finiranno i lavori? La tramvia sarà in grado di risolvere i problemi del traffico a Firenze?
I veri problemi di Firenze sono i tempi delle decisioni e della loro conseguente realizzazione. Il progetto della tramvia, che ancora deve vedere il suo compimento, nasce purtroppo già vecchio. Peraltro, per arrivare alla fine ci vorranno almeno altri 5 anni. In definitiva circa mezzo secolo, tra progettazione e realizzazione. Una follia! Basti pensare che, ad esempio, il tunnel della manica che collega la Francia all’Inghilterra è stato realizzato in soli 5 anni. Eppure siamo nella stessa Europa di Francia ed Inghilterra e con gli stessi mezzi tecnologici.
Attualmente il dibattito sulla Tramvia a Firenze si è spostato dall’utilità della stessa all’opportunità o meno del suo passaggio da Piazza Duomo. A mio avviso il problema non è il percorso della Tramvia nel suo insieme - anche se sono certo che se facciamo la stessa domanda a 10 fiorentini 9 risponderanno che non vorrebbero il passaggio della Tramvia da Piazza Duomo – ma che la Tramvia non risolverà i problemi del traffico a Firenze. Comunque a questo punto occorre terminare quanto prima i lavori in corso per poi cambiare radicalmente approccio riguardo alla realizzazione delle altre due Linee.
Già il solo dato che quotidianamente a Firenze entrano circa 260 mila veicoli provenienti dai Comuni limitrofi fa pensare alla necessità di una nuova proposta per Firenze, magari provocatoria o, forse, rivoluzionaria visto il dibattito in corso, ma che alla fine potrebbe realmente risolvere il problema della mobilità.
Ovviamente non mi riferisco ad una micro metropolitana che, di fatto, va ad interessare solo il centro di Firenze, e per cui neanche realizzabile vista la conformazione della nostra città, ma a tutt’altro. Quella che immagino è una vera e propria Metropolitana sotterranea, in un sistema integrato, in grado di interessare tutta l’area di quei Comuni che con il tempo sono andati popolandosi di quei cittadini che hanno lasciato, per vari motivi, la nostra città. Una metropolitana che partendo dalla cintura dei Viali – non toccando quindi di fatto il centro storico della città che verrebbe collegato solo da mezzi ecologici – possa estendersi seguendo varie direttrici Nord – Sud – Est – Ovest fino ai Comuni di Prato e tutta l’area della Piana, Scandicci, Lastra a Signa fino all’Empolese e dall’altra parte Bagno a Ripoli, Le Sieci e Pontassieve.
In pratica risolvere il problema a monte offrendo ai cittadini che devono venire a lavorare a Firenze tutte le mattine un mezzo alternativo, veloce ed economico, che li faccia rinunciare all’uso dell’auto. In questo caso si avrebbe l’ulteriore vantaggio di diminuire drasticamente l’inquinamento che è un problema grave e con cui fare i conti. Chi deve partire tutte le mattine da Prato per venire a Firenze sicuramente non prenderebbe l’auto se potesse scegliere di scendere su una scala mobile, prendere la metropolitana e dopo 15 minuti arrivare in Piazza della Libertà.
Qualcuno potrebbe obiettare che un siffatto progetto implicherebbe costi elevati. E, tuttavia, se analizziamo quanto speso per realizzare la progettazione e la non ancora realizzazione della Linea 1 della Tramvia, nonché quanto si spenderà per il sottoattraversamento della TAV, credo che alla fine i conti potrebbero tornare pensando anche all’opportunità dei previsti fondi europei ed all’eventualità di una Legge speciale per Firenze per la quale, peraltro, mi ero già battuto in Consiglio Comunale nella passata legislatura.
La Firenze del rinascimento ci aveva abituato ad una grande visione del mondo e della nostra città. Perché non intraprendere nuove sfide guardando al futuro senza vincoli ideologici! Tante volte basterebbe guardare a quello che accade nelle altre città del resto di Europa e del mondo, come ad esempio Bilbao che in soli 5 anni è riuscita a cambiare la sua fisionomia. Perché a Firenze non si può fare?


