RISPOSTA AL CORRIERE DELLA SERA DEL 6 LUGLIO 2011

Quando a correre sui tornanti non sono i nonni ma i giornalisti

I nonni proprio per la loro indubbia condizione non più giovanile e, per cui, più saggi e riflessivi,  non corrono sui tornanti a differenza di quanto fanno a volte i giornalisti che, però, così facendo rischiano di prendere una cantonata. A volte capita!

E così credo abbia fatto lei, caro Corsi, nel suo articolo di martedì 28 giugno nel quale mi chiama in causa ben 5 volte, quasi che il lettore “è duro” a capire! Si potrebbe ipotizzare un errore di ripetizione.

Intanto da buoni giornalisti scrupolosi ci si dovrebbe accertare se le fonti da cui provengono le notizie sono attendibili e se, quindi, le informazioni ricevute sono corrette e, in alcuni casi, false.

Infatti, se vogliamo essere precisi, i cosiddetti “novantenni di Fittante” sono solo due persone, straordinarie, di 80 ed 81 anni che peraltro hanno sempre partecipato alle nostre iniziative. Ed altri tre di 72, 75 e 77 anni. Per cui stia tranquillo: non saremo invasi da uno stuolo di novantenni in giro per Firenze durante la fase congressuale. Anche se non si può dimenticare che il nostro illustre ed amato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha ben 86 anni, è uno dei politici più lucidi e preparati. Fortuna averlo! Ce ne fossero altri di questa levatura.

Non vi era quindi bisogno di scomodare la Costituzione …  sarebbe bastata una telefonata e gli avrei detto come stavano le cose.

Ad intimorirmi ci avevano provato 10 anni fa anche i tassisti (una delle lobby più potenti della città) dopo che in Consiglio Comunale venne approvata la mia riforma (purtroppo non attuata e ad oggi se ne vedono ancora le conseguenze). Mi minacciarono in tutte le forme e mi misero addosso 3 agenzie investigative per cercare un qualcosa che potesse screditarmi. In sostanza rivoltarono me e la mia famiglia come un calzino. Mi accusarono di tutto e di più. Arrivarono perfino ad incendiarmi con la benzina la porta di casa. Ci fu un inchiesta della magistratura che accertò i fatti.

Non riuscirono ad intimorirmi loro, immaginiamoci se qualche articolo di stampa riuscirà a condizionare la mia attività e passione politica …

Riguardo alle adesioni preciso per l’ultima volta:

  • abbiamo fatto attività politica come Circolo Idv Piero Calamandrei con iniziative pubbliche molto partecipate, due sui Referendum, una sui giovani ed una sulla crisi internazionale (vedi allegati);
  • abbiamo chiesto pubblicamente alle persone intervenute di aderire all’Idv;
  • insomma abbiamo fatto politica in modo trasparente e pulito. E non permetto a nessuno di infangare cittadini, persone per bene ed in carne ed ossa che, credendo nel sottoscritto e nel progetto dell’Idv, hanno espresso un atto di fiducia ad entrambi.

Riguardo allo spregevole giochino del “cambia casacca” preciso, spero per l’ultima volta, che per verità storica, ho fondato nel 1998 a San Sepolcro l’Idv insieme a Antonio Di Pietro e pochi altri amici (vedi allegato).

Sempre per verità storica nel ’99 l’Idv confluisce nei Democratici per Prodi (con cui fui eletto in quota Idv la prima volta a Palazzo Vecchio) e, successivamente, i Democratici per Prodi confluiscono nella Margherita che poi, a sua volta, si scioglie nel Pd. 

Per cui il mio percorso politico è lineare e trasparente sempre all’interno dell‘aria riformista del centro sinistra (ulivista da sempre).  Non ho cambiato, sono gli stessi che si sono trasformati e fusi in questi 10 anni. L’unico cambiamento l’ho fatto ritornando nell’Idv dopo aver verificato con mano, come moltissimi altri, che il vero progetto del Pd non si è mai realizzato. Mi si vuole criticare per questo? Bene, ma allora fatelo in modo corretto e leale.

Associarmi a persone che hanno cambiato schieramento passando dal centrodestra al centrosinistra e viceversa, oppure usare frasi del tipo “così come i soldi, nemmeno i voti puzzano: né di vecchio né di giovane …” francamente non è certo degno del miglior giornalismo.

Vorrei inoltre precisare che il sottoscritto nella sua storia politica si è sempre frugato in tasca e non ha mai preso un soldo dai partiti o da altri. Sono stato l’unico come Presidente di Commissione ha riconsegnare un anno fa il cellulare istituzionale a Palazzo Vecchio dando un segnale, anche se piccolo, di contributo alla riduzione dei costi della politica che, adesso, va tanto di moda. Sono stato, negli anni ‘90, uno dei promotori ed attivisti del referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti. Non ha mai ricoperto incarichi esecutivi (Assessorati, Presidente o Consigli di Amministrazioni di Municipalizzate) da cui potevo ricevere vantaggi o dispensare favori. Non ho un consenso  che mi deriva dall’appartenere a determinati centri di potere o gruppi di interessi corporativi, ma un consenso diversificato che proviene dalla mia attività politica e della mia credibilità personale, dimostrata negli anni e nelle mie battaglie politiche per gli interessi collettivi.

Probabilmente sarò un politico scomodo ma stia tranquillo che posso andare a testa alta per Firenze. Ho sempre avuto la schiena dritta e continuerò così. E viva Dio, a differenza di qualche giornalista o di qualcuno in mala fede,  la gente sa valutare le persone e capire se uno fa politica per passione e servizio o per qualcos’altro! Questo è il consenso!

Diceva J.J. Rosseau in una sua opera “l’uomo nasce buono, poi è la società corrotta che lo rovina”.  Impegnamoci tutti, nessuno escluso a migliorare la nostra società e, per questo a fare i  buoni cittadini (occorre però anche esserlo). Penso sia questo l’obiettivo che ci deve caratterizzare tutti: politici, giornalisti, insomma tutta la classe dirigente del nostro paese.

Giovanni Fittante

Consigliere Comunale e

Presidente Circolo Idv Piero Calamandrei

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RISPOSTA A ITALIA OGGI DEL 5 LUGLIO 2011

Caro condirettore Longoni,

quando un collega di lavoro mi ha chiamato dicendomi che ero in prima pagina su Italia Oggi francamente sono rimasto basito.

Dopo aver letto l’articolo le confesso che allo stupore è seguita una grande amarezza soprattutto perché ho da sempre ritenuto Italia Oggi un giornale serio, un punto di riferimento anche in virtù della mia attività professionale. Sono un libero professionista che si occupa da circa 20 anni di Piccole e Medie Imprese.

La prima cosa che mi sono chiesto è il perché di un attacco così denigratorio ed offensivo della mia persona che, non le nascondo, mi ha creato anche qualche problema professionale. Un attacco peraltro fondato su dati falsi.

Intanto da buoni giornalisti scrupolosi ci si dovrebbe accertare se le fonti da cui provengono le notizie sono attendibili e se, quindi, le informazioni ricevute sono corrette o, in alcuni casi, false.

Se vogliamo essere precisi, i cosiddetti “novantenni di Fittante” sono solo due persone, straordinarie, di 80 ed 81 anni che, peraltro, hanno sempre partecipato alle nostre iniziative. Ed altri tre di 72, 75 e 77 anni. Per cui  Tommaso Toccafondi stia  tranquillo: non saremo invasi da uno stuolo di novantenni in giro per Firenze durante la fase congressuale. Anche se non si può dimenticare che il nostro illustre ed amato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha ben 86 anni, è uno dei politici più lucidi e preparati. Fortuna averlo! Ce ne fossero altri di questa levatura.

Sarebbe  bastata una telefonata e gli avrei detto come stavano le cose.

Anche il riferimento fatto “un gruppetto di indiani che ricordano molto i cinesi elettori delle primarie napoletane“ oltre che offensivo non è certo degno del miglior giornalismo. Che scandalo! Forse qualcuno in un momento di delirio vorrebbe reintrodurre le leggi razziali? … Insomma se sei diverso … dal dizionario bossiano “Fora di ball”!!!

In questo caso mi toccherà spiegare ad una persona per bene che vive a Firenze da quindici anni, dove lavora e paga le tasse (ha un negozio in città) perché è stato messo in prima pagina come un “diverso“ per il solo fatto di aver aderito all’Idv insieme alla sua famiglia.

E’questo che fa più male: aver tradito la loro fiducia solo per comportamenti intollerabili.

Ad intimorirmi ci avevano provato 10 anni fa anche i tassisti (una delle lobby più potenti della città) dopo che in Consiglio Comunale venne approvata la mia riforma (purtroppo non attuata e ad oggi se ne vedono ancora le conseguenze). Mi minacciarono in tutte le forme e mi misero addosso 3 agenzie investigative per cercare un qualcosa che potesse screditarmi. In sostanza rivoltarono me e la mia famiglia come un calzino. Mi accusarono di tutto e di più. Arrivarono perfino ad incendiarmi con la benzina la porta di casa. Ci fu un inchiesta della magistratura che accertò i fatti.

Non riuscirono ad intimorirmi loro, immaginiamoci se qualche articolo di stampa denigratorio riuscirà a condizionare la mia attività e passione politica …

Riguardo alle adesioni all’Idv preciso:

·         abbiamo fatto attività politica come Circolo Idv Piero Calamandrei con iniziative pubbliche molto partecipate, due sui Referendum, una sui giovani ed una sulla crisi internazionale (vedi allegati);

·         abbiamo chiesto pubblicamente alle persone intervenute di aderire all’Idv;

·         insomma abbiamo fatto politica in modo trasparente e pulito. E non permetto a nessuno di infangare cittadini, persone per bene ed in carne ed ossa che, credendo nel sottoscritto e nel progetto dell’Idv, hanno espresso un atto di fiducia ad entrambi.

Riguardo allo spregevole giochino del “cambia casacca” preciso, spero per l’ultima volta, che per verità storica, ho fondato nel 1998 a San Sepolcro l’Idv insieme a Antonio Di Pietro e pochi altri amici (vedi allegato).

Sempre per verità storica nel ’99 l’Idv confluisce nei Democratici per Prodi (con cui fui eletto in quota Idv la prima volta a Palazzo Vecchio) e, successivamente, i Democratici per Prodi confluiscono nella Margherita che poi, a sua volta, si scioglie nel Pd. 

Per cui il mio percorso politico è lineare e trasparente sempre all’interno dell‘aria riformista del centro sinistra (ulivista da sempre).  Non ho cambiato, sono gli stessi che si sono trasformati e fusi in questi 10 anni. Sono rientrato nell’Idv dopo aver verificato con mano, come moltissimi altri, che il vero progetto del Pd non si è mai realizzato (come disse a suo tempo lo stesso Chiamparino). Mi si vuole criticare? Bene, ma allora fatelo in modo corretto e leale.

Vorrei inoltre precisare che il sottoscritto nella sua storia politica si è sempre frugato in tasca e non ha mai preso un soldo dai partiti o da altri. Sono stato l’unico come Presidente di Commissione ha riconsegnare un anno fa il cellulare istituzionale a Palazzo Vecchio dando un segnale, anche se piccolo, di contributo alla riduzione dei costi della politica che, adesso, va tanto di moda. Sono stato, negli anni ‘90, uno dei promotori ed attivisti del referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti. Non ha mai ricoperto incarichi esecutivi (Assessorati, Presidente o Consigli di Amministrazioni di Municipalizzate) da cui potevo ricevere vantaggi o dispensare favori. Non ho un consenso  che mi deriva dall’appartenere a determinati centri di potere o gruppi di interessi corporativi, ma un consenso diversificato che proviene dalla mia attività politica e della mia credibilità personale, dimostrata negli anni e nelle mie battaglie politiche per gli interessi collettivi.

Probabilmente sarò un politico scomodo ma posso andare a testa alta per Firenze. Ho sempre avuto la schiena dritta e continuerò così. E viva Dio, a differenza di qualche giornalista o di qualcuno in mala fede,  la gente sa valutare le persone e capire se uno fa politica per passione e servizio o per qualcos’altro! Questo è il consenso!

Giovanni Fittante

Consigliere Comunale e

Presidente Circolo Idv Piero Calamandrei

RISPOSTA CORRIERE DELLA SERA 24 GIUGNO 2001

Quel reato d’opinione chiamato tesseramento

Caro Direttore,

leggo oggi l’articolo che mi riguarda con richiamo in prima pagina. Sinceramente rimango un po’ stupito avendo da sempre riconosciuto la serietà del suo giornale e della sua direzione.

Sono ben felice di avere qualche nonno che mi sostiene: è infatti un valore aggiunto di esperienza e di maturità. Peraltro da una recente ricerca dell’Istat emerge che i “nonni” sopportano il 30% delle spese di ogni famiglia: evviva i Nonni!!!

E, comunque, mi preme informarla che l’età media degli aderenti al nostro circolo Idv Piero Calamandrei, che ho l’onore di presiedere, è di circa 30 anni. Rassicuri il suo giovane giornalista Allegranti che il sottoscritto non scalpita per niente e che le mie scelte politiche sono sempre state dettate, solo e soltanto, dalle mie convinzioni e dai miei ideali e non certo dalla ricerca di posti o incarichi di prestigio che, peraltro, non ho mai ricoperto campando solo ed esclusivamente del mio lavoro.

Il giorno in cui il giovane Allegranti si occuperà dei contenuti politici da me espressi, non solo negli ultimi dieci anni ma anche ultimamente, sarà una bella sorpresa per il giornalismo locale. E, invece, continua indomito a citare in modo denigrativo e strumentale le mie esperienze politiche facendo finta di non sapere  che I Democratici per Prodi, la Margherita ed il PD sono la stessa cosa e parte di un percorso che ha coinvolto la grande maggioranza degli appartenenti al Centro Sinistra.

Riguardo alle adesioni all’Idv è vero: sono colpevole! Colpevole di avere molto consenso in città! D’altronde sono stato eletto in Consiglio Comunale con quasi 600 preferenze e, alle Regionali del 2000 sono stato il primo dei non eletti con più di 1.300. E chi mi sostiene lo fa non per tornaconto  ma solo e soltanto perché mi sono sempre battuto per gli interessi generali ed il bene della nostra città: tutto verificabile.

Leggo anche con sorpresa che parlando di tesseramento sono state fatte distinzioni tra nonni, indiani e altri ancora come se persone che vivono e lavorano nella nostra città da più di 20 anni pagando regolarmente le tasse dovrebbero essere discriminati. Oppure qualcuno vuol reintrodurre le leggi razziali? Peraltro mi piacerebbe sapere da quale fonte sono arrivate queste informazioni. Anche se questo sarà oggetto di valutazione da parte dei miei legali.

Leggo poi, non con minor sorpresa, di un presunto limite di 400 iscritti per Idv in provincia di Firenze. Ma chi l’ha detto? Certo, può essere considerato un obiettivo accettabile, ma pensare che superarlo sia un problema per il Partito è una tesi strampalata. Come dire, vorrei arrivare in Champions League, ma se vinco lo scudetto ho fallito la stagione … E allora, secondo questa logica “alla meno”, duecento adesioni in più vengono dipinte come una “cammellata” e non come una risorsa e un valore aggiunto per il Partito. Ragionamento arguto, problema reale, che alcuni mesi fa – alla vigilia del Congresso regionale – ci veniva imputato proprio da quegli stessi organi di stampa che oggi marciano sul contrario. Questione di opportunità.

E se in passato, a Firenze, non sono state fatte abbastanza adesioni un motivo dovrà pur esserci. Questione di impegno? Di presenza sul territorio? Di capacità di attrarre energie nuove? Non sta a me dirlo … La mia esperienza personale insegna, invece, che il lavoro paga, impegnarsi premia. E le duecento adesioni che per qualcuno, evidentemente, rappresentano un problema, altro non sono che il bagaglio di una lunga esperienza politica e il frutto dei numerosi eventi (uno peraltro moderato da Lei alla presenza di 100 persone di cui il giovane Allegranti naturalmente non ha scritto niente, al pari degli altri incontri sui Referendum fatti in tutti i quartieri della città e con relatori di alto livello) che – con il prezioso sostegno del Circolo Calamandrei – abbiamo organizzato. Ma sui contenuti, forse è più difficile scrivere?

Le duecento tessere “della discordia”, udite udite, sono persone in carne e ossa, che hanno partecipato e deciso di impegnarsi in prima persona. Duecento teste e quattrocento braccia che per un Partito come l’Italia dei Valori, e per qualsiasi altro partito, rappresentano un valore aggiunto e non una perdita o un fattore discriminante. Difficile capire come chi pensa il contrario possa volere bene a Idv e credere davvero nell’importanza della crescita del Partito. E’ fuori dalle logiche democratiche e di partecipazione chi vede in un militante e in una tessera solo un vantaggio o un problema in chiave congressuale.

Quanto ai rapporti con il Regionale, viene quasi da riderci sopra, giacché nutro massima fiducia nel Segretario Fabio Evangelisti e nel gruppo dirigente del Partito in Toscana.

Insomma, al di là di queste doverose precisazioni di buon senso, continuerò a fondare il mio impegno per un sempre maggior radicamento del Partito sul territorio e per l’allargamento della sua base, organizzando eventi, ascoltando i cittadini, vivendo la città e i suoi problemi, come amministratore in Palazzo Vecchio e come militante all’interno di Idv. In questo modo, sono convinto che per il 2012 queste duecento tessere potranno essere molte di più.  Con l’auspicio che questa voglia di fare e far partecipare possa essere di stimolo anche per chi, fino a oggi, non ha saputo far di meglio che criticare e recriminare sul buon lavoro degli altri.

Sono abituato a confrontarmi apertamente con tutti ed a competere verso l’alto misurandomi sui contenuti, sulle idee e sulle proposte. E’ questo quello che ho sempre fatto, è il mio modo di intendere la politica.

 

Giovanni Fittante

Consigliere Idv al Comune di Firenze

Presidente Circolo Idv Piero Calamandrei

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