Quel reato d’opinione chiamato tesseramento
Caro Direttore,
leggo oggi l’articolo che mi riguarda con richiamo in prima pagina. Sinceramente rimango un po’ stupito avendo da sempre riconosciuto la serietà del suo giornale e della sua direzione.
Sono ben felice di avere qualche nonno che mi sostiene: è infatti un valore aggiunto di esperienza e di maturità. Peraltro da una recente ricerca dell’Istat emerge che i “nonni” sopportano il 30% delle spese di ogni famiglia: evviva i Nonni!!!
E, comunque, mi preme informarla che l’età media degli aderenti al nostro circolo Idv Piero Calamandrei, che ho l’onore di presiedere, è di circa 30 anni. Rassicuri il suo giovane giornalista Allegranti che il sottoscritto non scalpita per niente e che le mie scelte politiche sono sempre state dettate, solo e soltanto, dalle mie convinzioni e dai miei ideali e non certo dalla ricerca di posti o incarichi di prestigio che, peraltro, non ho mai ricoperto campando solo ed esclusivamente del mio lavoro.
Il giorno in cui il giovane Allegranti si occuperà dei contenuti politici da me espressi, non solo negli ultimi dieci anni ma anche ultimamente, sarà una bella sorpresa per il giornalismo locale. E, invece, continua indomito a citare in modo denigrativo e strumentale le mie esperienze politiche facendo finta di non sapere che I Democratici per Prodi, la Margherita ed il PD sono la stessa cosa e parte di un percorso che ha coinvolto la grande maggioranza degli appartenenti al Centro Sinistra.
Riguardo alle adesioni all’Idv è vero: sono colpevole! Colpevole di avere molto consenso in città! D’altronde sono stato eletto in Consiglio Comunale con quasi 600 preferenze e, alle Regionali del 2000 sono stato il primo dei non eletti con più di 1.300. E chi mi sostiene lo fa non per tornaconto ma solo e soltanto perché mi sono sempre battuto per gli interessi generali ed il bene della nostra città: tutto verificabile.
Leggo anche con sorpresa che parlando di tesseramento sono state fatte distinzioni tra nonni, indiani e altri ancora come se persone che vivono e lavorano nella nostra città da più di 20 anni pagando regolarmente le tasse dovrebbero essere discriminati. Oppure qualcuno vuol reintrodurre le leggi razziali? Peraltro mi piacerebbe sapere da quale fonte sono arrivate queste informazioni. Anche se questo sarà oggetto di valutazione da parte dei miei legali.
Leggo poi, non con minor sorpresa, di un presunto limite di 400 iscritti per Idv in provincia di Firenze. Ma chi l’ha detto? Certo, può essere considerato un obiettivo accettabile, ma pensare che superarlo sia un problema per il Partito è una tesi strampalata. Come dire, vorrei arrivare in Champions League, ma se vinco lo scudetto ho fallito la stagione … E allora, secondo questa logica “alla meno”, duecento adesioni in più vengono dipinte come una “cammellata” e non come una risorsa e un valore aggiunto per il Partito. Ragionamento arguto, problema reale, che alcuni mesi fa – alla vigilia del Congresso regionale – ci veniva imputato proprio da quegli stessi organi di stampa che oggi marciano sul contrario. Questione di opportunità.
E se in passato, a Firenze, non sono state fatte abbastanza adesioni un motivo dovrà pur esserci. Questione di impegno? Di presenza sul territorio? Di capacità di attrarre energie nuove? Non sta a me dirlo … La mia esperienza personale insegna, invece, che il lavoro paga, impegnarsi premia. E le duecento adesioni che per qualcuno, evidentemente, rappresentano un problema, altro non sono che il bagaglio di una lunga esperienza politica e il frutto dei numerosi eventi (uno peraltro moderato da Lei alla presenza di 100 persone di cui il giovane Allegranti naturalmente non ha scritto niente, al pari degli altri incontri sui Referendum fatti in tutti i quartieri della città e con relatori di alto livello) che – con il prezioso sostegno del Circolo Calamandrei – abbiamo organizzato. Ma sui contenuti, forse è più difficile scrivere?
Le duecento tessere “della discordia”, udite udite, sono persone in carne e ossa, che hanno partecipato e deciso di impegnarsi in prima persona. Duecento teste e quattrocento braccia che per un Partito come l’Italia dei Valori, e per qualsiasi altro partito, rappresentano un valore aggiunto e non una perdita o un fattore discriminante. Difficile capire come chi pensa il contrario possa volere bene a Idv e credere davvero nell’importanza della crescita del Partito. E’ fuori dalle logiche democratiche e di partecipazione chi vede in un militante e in una tessera solo un vantaggio o un problema in chiave congressuale.
Quanto ai rapporti con il Regionale, viene quasi da riderci sopra, giacché nutro massima fiducia nel Segretario Fabio Evangelisti e nel gruppo dirigente del Partito in Toscana.
Insomma, al di là di queste doverose precisazioni di buon senso, continuerò a fondare il mio impegno per un sempre maggior radicamento del Partito sul territorio e per l’allargamento della sua base, organizzando eventi, ascoltando i cittadini, vivendo la città e i suoi problemi, come amministratore in Palazzo Vecchio e come militante all’interno di Idv. In questo modo, sono convinto che per il 2012 queste duecento tessere potranno essere molte di più. Con l’auspicio che questa voglia di fare e far partecipare possa essere di stimolo anche per chi, fino a oggi, non ha saputo far di meglio che criticare e recriminare sul buon lavoro degli altri.
Sono abituato a confrontarmi apertamente con tutti ed a competere verso l’alto misurandomi sui contenuti, sulle idee e sulle proposte. E’ questo quello che ho sempre fatto, è il mio modo di intendere la politica.
Giovanni Fittante
Consigliere Idv al Comune di Firenze
Presidente Circolo Idv Piero Calamandrei
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