Quando a correre sui tornanti non sono i nonni ma i giornalisti
I nonni proprio per la loro indubbia condizione non più giovanile e, per cui, più saggi e riflessivi, non corrono sui tornanti a differenza di quanto fanno a volte i giornalisti che, però, così facendo rischiano di prendere una cantonata. A volte capita!
E così credo abbia fatto lei, caro Corsi, nel suo articolo di martedì 28 giugno nel quale mi chiama in causa ben 5 volte, quasi che il lettore “è duro” a capire! Si potrebbe ipotizzare un errore di ripetizione.
Intanto da buoni giornalisti scrupolosi ci si dovrebbe accertare se le fonti da cui provengono le notizie sono attendibili e se, quindi, le informazioni ricevute sono corrette e, in alcuni casi, false.
Infatti, se vogliamo essere precisi, i cosiddetti “novantenni di Fittante” sono solo due persone, straordinarie, di 80 ed 81 anni che peraltro hanno sempre partecipato alle nostre iniziative. Ed altri tre di 72, 75 e 77 anni. Per cui stia tranquillo: non saremo invasi da uno stuolo di novantenni in giro per Firenze durante la fase congressuale. Anche se non si può dimenticare che il nostro illustre ed amato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha ben 86 anni, è uno dei politici più lucidi e preparati. Fortuna averlo! Ce ne fossero altri di questa levatura.
Non vi era quindi bisogno di scomodare la Costituzione … sarebbe bastata una telefonata e gli avrei detto come stavano le cose.
Ad intimorirmi ci avevano provato 10 anni fa anche i tassisti (una delle lobby più potenti della città) dopo che in Consiglio Comunale venne approvata la mia riforma (purtroppo non attuata e ad oggi se ne vedono ancora le conseguenze). Mi minacciarono in tutte le forme e mi misero addosso 3 agenzie investigative per cercare un qualcosa che potesse screditarmi. In sostanza rivoltarono me e la mia famiglia come un calzino. Mi accusarono di tutto e di più. Arrivarono perfino ad incendiarmi con la benzina la porta di casa. Ci fu un inchiesta della magistratura che accertò i fatti.
Non riuscirono ad intimorirmi loro, immaginiamoci se qualche articolo di stampa riuscirà a condizionare la mia attività e passione politica …
Riguardo alle adesioni preciso per l’ultima volta:
- abbiamo fatto attività politica come Circolo Idv Piero Calamandrei con iniziative pubbliche molto partecipate, due sui Referendum, una sui giovani ed una sulla crisi internazionale (vedi allegati);
- abbiamo chiesto pubblicamente alle persone intervenute di aderire all’Idv;
- insomma abbiamo fatto politica in modo trasparente e pulito. E non permetto a nessuno di infangare cittadini, persone per bene ed in carne ed ossa che, credendo nel sottoscritto e nel progetto dell’Idv, hanno espresso un atto di fiducia ad entrambi.
Riguardo allo spregevole giochino del “cambia casacca” preciso, spero per l’ultima volta, che per verità storica, ho fondato nel 1998 a San Sepolcro l’Idv insieme a Antonio Di Pietro e pochi altri amici (vedi allegato).
Sempre per verità storica nel ’99 l’Idv confluisce nei Democratici per Prodi (con cui fui eletto in quota Idv la prima volta a Palazzo Vecchio) e, successivamente, i Democratici per Prodi confluiscono nella Margherita che poi, a sua volta, si scioglie nel Pd.
Per cui il mio percorso politico è lineare e trasparente sempre all’interno dell‘aria riformista del centro sinistra (ulivista da sempre). Non ho cambiato, sono gli stessi che si sono trasformati e fusi in questi 10 anni. L’unico cambiamento l’ho fatto ritornando nell’Idv dopo aver verificato con mano, come moltissimi altri, che il vero progetto del Pd non si è mai realizzato. Mi si vuole criticare per questo? Bene, ma allora fatelo in modo corretto e leale.
Associarmi a persone che hanno cambiato schieramento passando dal centrodestra al centrosinistra e viceversa, oppure usare frasi del tipo “così come i soldi, nemmeno i voti puzzano: né di vecchio né di giovane …” francamente non è certo degno del miglior giornalismo.
Vorrei inoltre precisare che il sottoscritto nella sua storia politica si è sempre frugato in tasca e non ha mai preso un soldo dai partiti o da altri. Sono stato l’unico come Presidente di Commissione ha riconsegnare un anno fa il cellulare istituzionale a Palazzo Vecchio dando un segnale, anche se piccolo, di contributo alla riduzione dei costi della politica che, adesso, va tanto di moda. Sono stato, negli anni ‘90, uno dei promotori ed attivisti del referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti. Non ha mai ricoperto incarichi esecutivi (Assessorati, Presidente o Consigli di Amministrazioni di Municipalizzate) da cui potevo ricevere vantaggi o dispensare favori. Non ho un consenso che mi deriva dall’appartenere a determinati centri di potere o gruppi di interessi corporativi, ma un consenso diversificato che proviene dalla mia attività politica e della mia credibilità personale, dimostrata negli anni e nelle mie battaglie politiche per gli interessi collettivi.
Probabilmente sarò un politico scomodo ma stia tranquillo che posso andare a testa alta per Firenze. Ho sempre avuto la schiena dritta e continuerò così. E viva Dio, a differenza di qualche giornalista o di qualcuno in mala fede, la gente sa valutare le persone e capire se uno fa politica per passione e servizio o per qualcos’altro! Questo è il consenso!
Diceva J.J. Rosseau in una sua opera “l’uomo nasce buono, poi è la società corrotta che lo rovina”. Impegnamoci tutti, nessuno escluso a migliorare la nostra società e, per questo a fare i buoni cittadini (occorre però anche esserlo). Penso sia questo l’obiettivo che ci deve caratterizzare tutti: politici, giornalisti, insomma tutta la classe dirigente del nostro paese.
Giovanni Fittante
Consigliere Comunale e
Presidente Circolo Idv Piero Calamandrei

