Caro condirettore Longoni,
quando un collega di lavoro mi ha chiamato dicendomi che ero in prima pagina su Italia Oggi francamente sono rimasto basito.
Dopo aver letto l’articolo le confesso che allo stupore è seguita una grande amarezza soprattutto perché ho da sempre ritenuto Italia Oggi un giornale serio, un punto di riferimento anche in virtù della mia attività professionale. Sono un libero professionista che si occupa da circa 20 anni di Piccole e Medie Imprese.
La prima cosa che mi sono chiesto è il perché di un attacco così denigratorio ed offensivo della mia persona che, non le nascondo, mi ha creato anche qualche problema professionale. Un attacco peraltro fondato su dati falsi.
Intanto da buoni giornalisti scrupolosi ci si dovrebbe accertare se le fonti da cui provengono le notizie sono attendibili e se, quindi, le informazioni ricevute sono corrette o, in alcuni casi, false.
Se vogliamo essere precisi, i cosiddetti “novantenni di Fittante” sono solo due persone, straordinarie, di 80 ed 81 anni che, peraltro, hanno sempre partecipato alle nostre iniziative. Ed altri tre di 72, 75 e 77 anni. Per cui Tommaso Toccafondi stia tranquillo: non saremo invasi da uno stuolo di novantenni in giro per Firenze durante la fase congressuale. Anche se non si può dimenticare che il nostro illustre ed amato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha ben 86 anni, è uno dei politici più lucidi e preparati. Fortuna averlo! Ce ne fossero altri di questa levatura.
Sarebbe bastata una telefonata e gli avrei detto come stavano le cose.
Anche il riferimento fatto “un gruppetto di indiani che ricordano molto i cinesi elettori delle primarie napoletane“ oltre che offensivo non è certo degno del miglior giornalismo. Che scandalo! Forse qualcuno in un momento di delirio vorrebbe reintrodurre le leggi razziali? … Insomma se sei diverso … dal dizionario bossiano “Fora di ball”!!!
In questo caso mi toccherà spiegare ad una persona per bene che vive a Firenze da quindici anni, dove lavora e paga le tasse (ha un negozio in città) perché è stato messo in prima pagina come un “diverso“ per il solo fatto di aver aderito all’Idv insieme alla sua famiglia.
E’questo che fa più male: aver tradito la loro fiducia solo per comportamenti intollerabili.
Ad intimorirmi ci avevano provato 10 anni fa anche i tassisti (una delle lobby più potenti della città) dopo che in Consiglio Comunale venne approvata la mia riforma (purtroppo non attuata e ad oggi se ne vedono ancora le conseguenze). Mi minacciarono in tutte le forme e mi misero addosso 3 agenzie investigative per cercare un qualcosa che potesse screditarmi. In sostanza rivoltarono me e la mia famiglia come un calzino. Mi accusarono di tutto e di più. Arrivarono perfino ad incendiarmi con la benzina la porta di casa. Ci fu un inchiesta della magistratura che accertò i fatti.
Non riuscirono ad intimorirmi loro, immaginiamoci se qualche articolo di stampa denigratorio riuscirà a condizionare la mia attività e passione politica …
Riguardo alle adesioni all’Idv preciso:
· abbiamo fatto attività politica come Circolo Idv Piero Calamandrei con iniziative pubbliche molto partecipate, due sui Referendum, una sui giovani ed una sulla crisi internazionale (vedi allegati);
· abbiamo chiesto pubblicamente alle persone intervenute di aderire all’Idv;
· insomma abbiamo fatto politica in modo trasparente e pulito. E non permetto a nessuno di infangare cittadini, persone per bene ed in carne ed ossa che, credendo nel sottoscritto e nel progetto dell’Idv, hanno espresso un atto di fiducia ad entrambi.
Riguardo allo spregevole giochino del “cambia casacca” preciso, spero per l’ultima volta, che per verità storica, ho fondato nel 1998 a San Sepolcro l’Idv insieme a Antonio Di Pietro e pochi altri amici (vedi allegato).
Sempre per verità storica nel ’99 l’Idv confluisce nei Democratici per Prodi (con cui fui eletto in quota Idv la prima volta a Palazzo Vecchio) e, successivamente, i Democratici per Prodi confluiscono nella Margherita che poi, a sua volta, si scioglie nel Pd.
Per cui il mio percorso politico è lineare e trasparente sempre all’interno dell‘aria riformista del centro sinistra (ulivista da sempre). Non ho cambiato, sono gli stessi che si sono trasformati e fusi in questi 10 anni. Sono rientrato nell’Idv dopo aver verificato con mano, come moltissimi altri, che il vero progetto del Pd non si è mai realizzato (come disse a suo tempo lo stesso Chiamparino). Mi si vuole criticare? Bene, ma allora fatelo in modo corretto e leale.
Vorrei inoltre precisare che il sottoscritto nella sua storia politica si è sempre frugato in tasca e non ha mai preso un soldo dai partiti o da altri. Sono stato l’unico come Presidente di Commissione ha riconsegnare un anno fa il cellulare istituzionale a Palazzo Vecchio dando un segnale, anche se piccolo, di contributo alla riduzione dei costi della politica che, adesso, va tanto di moda. Sono stato, negli anni ‘90, uno dei promotori ed attivisti del referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti. Non ha mai ricoperto incarichi esecutivi (Assessorati, Presidente o Consigli di Amministrazioni di Municipalizzate) da cui potevo ricevere vantaggi o dispensare favori. Non ho un consenso che mi deriva dall’appartenere a determinati centri di potere o gruppi di interessi corporativi, ma un consenso diversificato che proviene dalla mia attività politica e della mia credibilità personale, dimostrata negli anni e nelle mie battaglie politiche per gli interessi collettivi.
Probabilmente sarò un politico scomodo ma posso andare a testa alta per Firenze. Ho sempre avuto la schiena dritta e continuerò così. E viva Dio, a differenza di qualche giornalista o di qualcuno in mala fede, la gente sa valutare le persone e capire se uno fa politica per passione e servizio o per qualcos’altro! Questo è il consenso!
Giovanni Fittante
Consigliere Comunale e
Presidente Circolo Idv Piero Calamandrei

